Passeggiando in biciletta

Approfittando del clima estivo che questo settembre ci ha regalato, Sabato mattina ho fatto un bel giro in bicicletta con mio figlio. Da Via Case Nuove all’inizio di Monte Marino… un bel giro per un bambino di 4 anni in bicicletta e per un papà di 37, decisamente sedentario !

Tra una chiacchiera e l’altra con Emanuele, ho iniziato a notare dei particolari di quel percorso che tutte le mattine faccio in macchina. Quelle piccole e grandi cose che spesso non noti, preso dal tram tram quotidiano, dal cellulare, dall’orario…

La prima cosa che si nota è il bellissimo asfalto che il Giro d’Italia anche questa volta ci ha regalato. Quella che Google chiama Via Madonna delle Grazie, ma che per me è sempre stata Via della Peschiera è diventata una grande strada, senza più le classiche cunette laterali piene di sporcizia ed erbacce. Tutto asfalto e sul lato sinistro dei comodi parcheggi per i residenti. Al mio – lo ammetto – ignorante occhio, sembra che manchi qualcosa… Ma non dovrebbe esserci un pò di pendenza a destra e a sinistra per favorire il drenaggio dell’acqua? Sicuramente c’è… ma forse io non la vedo.

Arriviamo a Via Della Peschiera, davanti l’ufficio Postale. Non mi stancherò mai di imprecare contro lo scienziato che ha individuato una strada stretta, dove è impossibile creare parcheggi, come sede per l’ufficio postale principale della Città. Sabato mattina era un delirio di macchine parcheggiate in ordine sparso. Ovviamente, per non intralciare il traffico, qualcuno ha pensato bene di parcheggiare sul marciapiede. In fin dei conti… il marciapiede – fonte wikipedia – serve per delimitare quella zona dove gli incivili trovano facilmente parcheggio. Non vorremmo mica sprecare tutto quello spazio solo per far passare la gente a piedi? Avrei voluto chiamare i vigili… ma a quale pro? Avrebbero fatto qualche multa, ma dopo pochi minuti sarebbero arrivate altre macchine e avrebbero parcheggiato esattamente nello stesso, incivile, modo.

Facendo lo slalom tra le macchine arriviamo davanti le scuole elementari: la zona più in della città, il nostro fiore all’occhiello. Dai… non è male. Considerando le gente che passa e ripassa… ci si potrebbe aspettare un pò più di verde. Ma dai… a me piace anche così. Non ho fatto caso se il parco giochi per i bambini fosse aperto, immagino di sì. Ultimamente mi sembra che apra con una certa regolarità. Probabilmente è finita la gestione “quando mi va apro” di qualche tempo fa.

Ah… la mitica scuola elementare Regina Margherita. Mi è tornata alla mente la mia infanzia, quando aspettavamo l’inizio delle lezioni giocando a figurine, seduti sui muretti del piazzale antistante la scuola. Le macchine passavano intorno e noi avevamo il nostro spazio anche per tirare qualche calcio al pallone. I miei figli, invece, sono iscritti alla scuola elementare e all’asilo di San Giorgetto… lì devi tenere i bambini per mano, mentre aspetti il suono della campanella! Le macchine, i motorini, passano e parcheggiano ovunque. Lo spazio è decisamente limitato. Forse chi ha costruito la scuola elementare Regina Margherita ha pensato a creare uno spazio per i bambini, chi ha progettato quella di San Giorgetto ha pensato a… boh, non riesco proprio a capire a che cosa stesse pensando chi ha progettato quella scuola.

Mi sono chiesto se si poteva ancora andare dietro le scuole elementari… chi ha la mia età… sa che dietro le scuole elementari ci si andava per pomiciare o per fumare. Ma dove vanno i ragazzetti di oggi a pomiciare se il  pomeriggio la scuola è chiusa?

Superata la zona in, si arriva alla Passeggiata con quel triste parco chiuso. Ma come si fa a buttare così tanti soldi? Ma ve lo ricordate quel parco con la sua pista di pattinaggio? L’ultima volta che l’ho trovato aperto ci sono andato con mio figlio, volevo farlo pattinare su una vera pista, come facevo io quando avevo 16 anni… Ho trovato solo dei ragazzi intenti a farsi della canne, visibilmente infastiditi dalla mia presenza; c’erano i resti di un piccolo bar distrutto dai vandali; il pavimento della pista era rovinato, con delle grandi buche che rendevano pericoloso pattinare… Probabilmente invece di regalare ad Anagni un altro parco, si è preferito chiudere quel che ne restava, aspettando magari tempi migliori.

Certo che la desolazione di quel parco chiuso, stona molto con i giochi scintillanti del convitto Principe di Piemonte. Ma qualcuno ha mai visto dei bambini giocare in quel parco?

Alla fine della Passeggiata c’è la Rotonda. Mi sono ricordato di quella volta che la maestra delle elementari ci portò lì, ci divise in due gruppi, uno all’estrema destra della rotonda, l’altro all’estrema sinistra e ci fece vedere che la forma della struttura propagava le nostre onde sonore da un lato all’altro. Volevo fare lo stesso gioco con mio figlio… ma ho evitato. Quel punto è l’emblema dell’incuria di questa città. L’immondizia regna sovrana, insieme alla maleducazione di chi ritiene opportuno lasciare bottiglie di birra ovunque. Al centro di quella piccola piazzetta c’è quello che forse dovrebbe essere una fontana o un’aiuola… Adesso è sicuramente un grande secchio della spazzatura. C’è ancora il panorama… mi affaccio e noto un parcheggio proprio sotto la Rotonda, pieno di fazzolettini bianchi, resti di qualche fugace incontro amoroso. Forse è meglio lasciare stare il panorama. Avrei voluto scattare delle foto… ma ho desistito. Una foto non può rendere il senso di abbandono di quel luogo. Per fortuna che non abbiamo turisti in città.

Continuiamo la nostra passeggiata, superiamo il Ragioneria ed arriviamo ad un altro piccolo parco, tutto sommato ben tenuto. Mi sono chiesto: ma questo parco è privato? Non è un pò troppo vicino a quelle case? Sembra più il giardino di una villa che un parco giochi pubblico. Non c’era nessuno, andiamo oltre.

Davanti a noi, il Colleggio Leoniano. Da ragazzo qualche volta ci sono andato. Mi ricordo un meraviglioso giardino, un grande campo di calcio. Chi sa se è ancora tutto così. Si potrà entrare? Ma qualcuno non aveva promesso di farlo diventare una sede distaccata dell’Università La Sapienza?

Forse è il caso di tornare a casa.

Un commento

  • Condivido i tuoi pensieri….tutto è abbandonato a se stesso senza rispetto e memoria.
    Cosa ricorderanno da grandi i nostri figli?????
    Dobbiamo lottare per donare loro almeno qualcosa da ricordare.
    Ciao

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *