Il timbro…nell’era digitale!

Qualche giorno fa, ho firmato un importante contratto grazie ad un timbro!

Sì, mi sono impegnato o meglio, ho impegnato la mia società ad acquistare 10 boccioni d’acqua l’anno per l’incredibile somma complessiva di 85 euro!!! Normalmente non ho l’ardire di firmare contratti, ma vista la somma risibile e l’oggettiva necessità di avere un distributore d’acqua in ufficio, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni del caso dalle alte sfere, ho detto al mio interlocutore: “Ok, firmo io”.

Il problema è iniziato quando mi ha chiesto il timbro!

Il timbro? Ma a che serve il timbro? Non potevo avere l’acqua senza il timbro dell’azienda. Il contratto non si poteva fare, avrei dovuto mandare il documento a Bologna, farlo “timbrare”, farmerlo rimandare, stamparlo e consegnarlo allo scrupolosissimo commerciale dell’acqua… Che poi… io un timbro ce l’ho e lo uso per un’altra azienda INFORMATICAMENTE AVANZATISSIMA: Telecom Italia! Per richiedere l’accesso del nostro personale dentro un datacenter, devo mandare un modulo firmato e timbrato… Il timbro è fondamentale…

Purtroppo però non avevo con me quel timbro e rischiavo di morire di sete… quand’ecco che è arrivata l’illuminazione! Avevo con me il timbro che uso per le fatture del ristorante! Non è il timbro che mi è stato consegnato dall’amministrazione per le cose importanti… ma sempre timbro è!

…e così, tra qualche giorno riuscirò a dissetarmi grazie ad un comunissimo timbro da quattro soldi, senza del quale, a metà del 2012, non si riesce a firmare un contratto di 85 euro l’anno!

Anche questa… è Italia!

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